La Compagnia Centopercento Teatro, rappresentata da Chiara Cervati e Elena Trombini, che all'interno della tensostruttura del parco Nocivelli di Verolanuova danno vita a un momento di rara emozione per Occhio di Bue Festival diretto da Pietro Arrigoni. Le note sono quelle di "Echoes" e "A saurceful of secrets", indimenticabili partiture composte dal genio di Roger Waters e interpretate dai Pink Floyd; lo spettacolo è invece un ballo aereo che le due danzatrici inscenano sospese su tessuti che scendono verticali dalla struttura in legno. Naso in su e bocca aperta, i circa 250 presenti assistono a una performance che unisce poesia, grazia, forza e movimento... un avvenimento speciale che rimarrà di certo nella memoria.
La musica di una fisarmonica accompagna le peripezie ed i divertenti dissapori di due viaggiatori che non hanno un posto dove dormire e che si trovano obbligati a condividere una valigia in due come letto. Ma all'arrivo della luna entrambi ne rimangono affascinati ed ecco che decidono di raggiungerla e catturarla. Il risultato è un mix di allegria e di suggestioni che coinvolgono il pubblico con evoluzioni aeree a volte divertenti e goffe, altre raffinate e poetiche che per un attimo permettono ad ognuno di ritrovare il proprio sogno
Drammaturgia: Elena Trombini
Regia: Chiara Cervati e Elena Trombini
Coreografie: Annalisa Riva
Con: Chiara Cervati, Annalisa Riva, Elena Trombini, Francesca Franzè
"Al rovescio" spettacolo di teatro d'attore che racconta attraverso il linguaggio del corpo e della voce una storia d'amore tra un militare tedesco e una donna, Kari, di un paese invaso dal nazismo. Storia d'amore impedita dall'odio della guerra: uno incarna il vincitore, l'altra il vinto.
Il luogo in cui la vicenda si svolge è una fabbrica di tessuti dove il tempo sembra essersi fermato, dove la guerra sembra non esser mai passata, dove il sogno si mescola con la realtà .
I due amanti s'incontrano e consumano il loro amore nella fabbrica di tessuti, dove lavorano la donna e sua sorella.
All'insaputa del padre Kari incontra il militare, ma viene scoperta dalla sorella che non approva l'amore tra i due e si trova combattuta tra il sentimento fraterno e il concetto di lotta alle ideologie e ai sistemi di governo nazisti.
Prevale in lei l'ideologia e la demonizzazione del nemico.
Ma, nonostante il contrasto e la morte del militare tedesco, nasce il frutto del loro amore, Kari mette al mondo una bambina.
Sconfitto il nazismo le luci si spengono: Kari diventa simbolo del nazismo, e sua figlia giudicata e additata come “figlia della guerra” di padre nazista e di una madre traditrice della propria patria. I “figli della guerra”, che per Hitler incarnavano coloro che dovevano proseguire la razza ariana, diventano ora il simbolo del nemico sconfitto, la scena si rovescia. Essi rappresentano il nazismo perciò vengono discriminati e perseguitati. Le loro vite vengono messe al bando. Kari e sua figlia vengono trattate come una minaccia per la società.
Le guerre hanno strascichi che si ripercuotono ben oltre i trattati di pace. Traumi difficili da superare e divisioni che si ripercuotono sulle successive generazioni. Giovani che devono convivere con il passato dei genitori.